Il 1974 è anche l’anno che coincide con una breve ma intensa stagione dedicata all’arte concettuale, cioè ad esperienze fondate sul pensiero più che su un futile piacere estetico, senza l’abbandono della sperimentazione di nuove tecniche e materiali, come la ceramica e la cartapesta, e di ulteriori forme di espressività creativa.

 

La svolta è determinata dal ritrovamento casuale di una targa in bronzo, oggetto celebrativo di una macchina industriale realizzata dalle industrie Kirchner di Lipsia presentata ad una esposizione internazionale, da me utilizzata in funzione di timbro capace a sua volta di riprodursi in negativo su supporti telati.

Un tema, quello delle coppie positivo-negativo riproposto a tutta una serie di oggetti di matrice concettuale che sfociano anche nella realizzazione di performances.